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Sella Nevea - Anello del Poviz
 Carsismo sul Canin
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Sella Nevea - Anello del Poviz

Itinerario Sella Nevea - Mulattiera del Poviz - Conca del Robon - Sella Robon - Pian delle Lope - Sella Nevea

Tempo di percorrenza Ore 4,30

Grado di difficoltà Escursionistico

Punti di appoggio Bivacco speleologico Modonutti-Savoia - 1900 m.

Il percorso naturalistico inizia da Sella Nevea e sale a tornanti lungo il versante del Poviz: il primo tratto è boscoso (fino a quota 1600 m.) mentre il successivo si sviluppa in un ambiente aspro e roccioso, con scarsa vegetazione arbustiva ed erbacea, attraverso una comoda mulattiera di guerra (sentiero C.A.I. 636) costruita nel 1915 per collegare i reparti militari dislocati in quota col fondovalle. Proseguendo lungo la mulattiera si attraversa l'altipiano del Poviz e si sale rapidamente, seguendo alcuni ampi tornanti, fino a Sella Robon, situata sul confine di Stato italo-sloveno. Da qui si possono ammirare le catene montuose del Gruppo del Montasio, nonché del Mangart, dello Jalovec e del Tricorno ed ampi tratti delle sottostanti vallate slovene. Da Sella Robon, nei pressi della quale è situato il bivacco speleologico Modonutti-Savoia (circa 20 minuti - 1900 m.), si intraprende la discesa grazie all'antico sentiero del Pian delle Lope (sentiero C.A.I 637) che si sviluppa sotto la parete Ovest del Monte Robon, inizialmente tra balze rocciose  e mughi, in un affascinante anfiteatro. Da qui, aggirando il vallone del Poviz, all'interno di un tratto ricoperto da una fitta vegetazione, si giunge sulla strada provinciale Cave del Predil - Sella Nevea che consente, lungo un breve tratto di asfalto, di ritornare al punto di partenza.

MONTE ROBON - 1980 m. (variante escursionistica)

Dalla Sella Robon (1865 m.) si segue in direzione Nord il sentiero che si interseca con le numerose forre ed erosioni carsiche che segnano tutta la cima della montagna; le esplorazioni speleologiche in questa zona hanno toccato i 500 metri di profondità . Lungo la salita sono visibili le costruzioni belliche della Grande Guerra che erano annidate negli anfratti erosi dagli agenti atmosferici. Sulla cima piccola del Monte Robon era dislocato un osservatorio chiamato "pulpito italiano" e che controllava i movimenti austriaci. Dopo venti minuti si raggiunge la cima che offre una vista appagante su tutta la Val rio del Lago ed i Gruppi montuosi del Jof di Montasio e Jof Fuart.





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