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Storia della Foresta

Nel 1007 l'imperatore di Germania Enrico II il Santo donava il territorio della Foresta di Tarvisio al Vescovado di Bamberga, in Baviera. Il principato ecclesiastico di Bamberga durera' sette secoli e mezzo, sino al 1759 quando sarà acquistato da Maria Teresa Imperatrice d'Austria. Durante tale periodo, nacquero i cosiddetti "diritti di servitù", concessioni quasi gratuite di pascolo, legnatico, ecc. del signore feudale alle popolazioni locali, per garantirne la sussistenza. Dopo il periodo bamberghese seguì un ciclo travagliato da invasioni e da guerre, che culminarono con le battaglie napoleoniche. Nel corso del 1800 la Foresta passa in proprietà di numerosi nobili sino a quando il Governo Austriaco, preoccupato per la pesante deforestazione conseguente ai frequenti passaggi di proprietà e motivato dalla necessità di garantire la tranquillità sociale in un'area di confine militarmente importante, riacquistò il territorio e ne affidò la gestione a tecnici forestali statali. Alla fine del primo conflitto del 1915-18, in base al Trattato di pace di San Germano dell'anno 1919, la Foresta passò all'Italia e fu affidata al Demanio dello Stato Italiano. Con gli accordi Lateranensi, i patrimoni dei fondi di religione ex austriaci furono uniti ai patrimoni economali italiani per costituire un'azienda amministrata dal Fondo per il Culto, dipendente ora dal Ministero dell'Interno. Con la revisione dei patti lateranensi nel 1985 fu istituito l'attuale Fondo edifici di Culto, che amministra tutte le proprietà ex ecclesiastiche pervenute allo Stato Italiano.


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