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Carlo Chersi
 Carlo Chersi
 Alpi Giulie
 Jof di Montasio

Carlo Chersi

Carlo Chersi nacque a Montona il 3 agosto 1887. Figlio di un magistrato, compì gli studi classici e divenne avvocato. Cominciò ad interessarsi di alpinismo attorno ai vent'anni, affascinato dagli spettacoli molto suggestivi offerti dalle Dolomiti, dalle Alpi Carniche e dalle Giulie che dalle modeste alture del Carso egli vedeva nelle limpide giornate d'inverno. Nel 1909 entrò alla Società Alpina delle Giulie con gli studenti della Sezione Universitaria e si distinse subito per il suo attivismo nonché per i resoconti particolarmente avvincenti delle sue salite. Nel 1912 fu chiamato a far parte della Direzione del sodalizio. Incaricato della redazione della rivista sociale Alpi Giulie, seppe infonderle, grazie alle sue capacità di scrittore ed alla sua sensibilità, un entusiasmo assente in precedenza. La fine della Prima Guerra Mondiale vede il Chersi in prima fila nell'opera di ricostruzione della Società Alpina. Bisogna reperire una nuova sede, ricostituire il patrimonio sociale confiscato e disperso dall'Austria, definire le trattative per l'aggregazione al Club Alpino Italiano. Nel 1921 Chersi assume la presidenza dell'Alpina delle Giulie. La conserverà per ben 39 anni, fino al giorno della sua scomparsa. Sotto la sua guida fu svolto tra mille difficoltà un lavoro immane. Ad esempio, la società che nel periodo prebellico non aveva potuto operare sulle Alpi Giulie e nel 1921 non disponeva di un solo rifugio, nel 1939 aveva gia' eretto ben 12 capanne e aperto una rete di sentieri che andava dal Cuel della Barretta al Tricorno. Nel 1922 fu inaugurato il rifugio Sillani, nel 1924 il Timeus-Fauro ed il Pellarini, nel 1925 il Corsi, nel 1927 il Grego, il Cozzi nel 1930 e altri. La sua opera mirò poi alla lotta per lo scioglimento delle società alpinistiche filiali di enti stranieri, alla valorizzazione delle Alpi Giulie, all'illustrazione dell'alta montagna. In questo periodo l'attività alpinistica del Chersi fu molto intensa e dal Delfinato alle Alpi Giulie ai Tauri egli vide tutto ciò che può interessare un alpinista; era, oltre che alpinista, anche fotografo di montagna, e di questa sua attività si servì in abbondanza per completare l'opera di illustrazione del mondo alpino che rimane uno dei suoi maggiori titoli di merito. La particolare concezione che Carlo Chersi ebbe dell'alpinismo e la vasta attività svolta sulle Alpi nostre e straniere gli schiusero fin dal 1929 l'ingresso nel Club Alpino Accademico Italiano. Nell'ambito di questa associazione egli svolse un lavoro prezioso dopo il 1945. Sulle sue spalle gravò il peso della ricostruzione del C.A.I., del quale divenne presidente nel 1947 e del suo reinserimento in seno al Club Alpino Italiano. Il Chersi inoltre fu insostituibile pure quando si trattò di riorganizzare la vita dell'Alpina. Perduti in seguito ai trattati di pace ben sette rifugi, la società dovette provvedere al riadattamento o alla ricostruzione delle altre capanne e dei sentieri d'accesso, esposti per tutta la guerra alle ingiurie degli elementi ed al vandalismo degli uomini. Anche in questo Carlo Chersi riuscì brillantemente. Morì nel 1960.

 

 


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